Absalon

Eshel Meir, nato in Israele nel 1964 e scomparso a soli 29 anni, prende il nome di Absalon quando arriva a Parigi nel 1987. Segnate da un’estetica radicale e ordinata, le sculture di Absalon sono considerate una versione ridotta delle aspirazioni utopistiche dell’architettura moderna. Absalon è l’autore delle “Cellules”, unità abitative destinate ad alloggiare l’artista nel corso dei suoi spostamenti: queste piccole architetture evocano celle monastiche e sono disegnate e realizzate dall’artista in relazione alla dimensione del suo corpo e del suo spazio mentale. Le maquette di legno bianco delle Cellules rivelano esplicitamente un’ossessione per l’ordine e il rigore. Ispirate alle avanguardie artistiche e architettoniche dell’inizio del ventesimo secolo e ai principi modernisti di De Stijil e del Bauhaus, le opere di Absalon costituiscono un rifugio dalla società contemporanea, se non addirittura una forma di protesta.

Durante la sua breve carriera, Absalon ha esposto in istituzioni importanti come il Centre Georges Pompidou di Parigi (1991) e ha partecipato a dOCUMENTA IX (1992). Il Musée d´art moderne de la Ville de Paris (1993) e il Kunst-Werke a Berlino (2010) gli hanno dedicato due importanti mostre personali. Una sua opera è stata esposta a Punta della Dogana in occasione della mostra “Accrochage”(2016).

Proposition d'objets quotidiens, – Accrochage