Arakawa

Architetto, artista concettuale e poeta, Shusaku Arakawa nasce a Nagoya, in Giappone nel 1936. Alla fine degli anni ’50 si trasferisce a Tokyo, dove studia matematica e medicina. Nel frattempo frequenta una scuola d’arte e si unisce al gruppo Neo-Dada Organizers, un movimento artistico giapponese che si ispira al New Dada del mondo occidentale. Nei primi anni ‘60 Arakawa si sposta a New York dove conosce i maggiori esponenti dell’avanguardia americana: in quegli anni l’artista realizza i primi lavori a matita su tela e a inchiostro su stampa fotografica in cui, mescolando parole a diagrammi, esplora il rapporto del corpo con l’ambiente e i processi di percezione e d’immaginazione dell’uomo. Negli anni ’80, insieme alla moglie Madeline Gins, elabora la filosofia del “destino reversibile”, legata al desiderio irrealizzabile di vincere l’invecchiamento. Nel 1987 la coppia fonda la Architectural Body Research Foundation: in collaborazione con neuroscienziati, biologi e fisici quantistici, Arakawa e Gins progettano abitazioni e spazi pubblici in cui i residenti e i visitatori sono in costante movimento, con l’idea di bandire il sonno dell’intelletto e dunque la morte in generale (cerebrale e fisica). Fino al 2010, Arakawa e Gins dipingono grandi quadri che consistono in cifre e lettere ordinate geometricamente, con i quali meditano sulla loro teoria del “meccanismo del significato” e che permettono alla coppia di sostenere finanziariamente i loro progetti architettonici. Arakawa muore nel 2010 a New York.

I lavori di Arakawa sono stati esposti presso Angela Flowers Gallery di Londra, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la Galerie Maeght a Parigi e il Museum of Modern Art di New York. Cinque sue tele degli anni ’60 sono state esposte nella mostra “Prima Materia” (2013-15) a Punta della Dogana.

Courbet's canvas – Prima Materia