Donald Judd

Donald Judd (1928, Excelsior Springs, Missouri - 1994, New York) è uno dei padri del minimalismo. Si forma presso il College of William and Mary in Virginia per poi trasferirsi a New York per studiare filosofia. Sposato inizialmente il mezzo pittorico, nei primi anni ’60 lo abbandona per la tridimensionalità coniugata a una semplificazione delle forme. Comincia così la produzione di ‘oggetti specifici’, enormi elementi senza piedistalli realizzati in serie con materiali industriali che, distribuiti nello spazio, vanno a eliminare il concetto di composizione. Dal 1964 Judd affida a terzi la realizzazione dei suoi lavori; questo gli consente di ricorrere a una grande varietà di materiali: dall’acciaio inossidabile al compensato. Eliminando ogni traccia di autorialità, Judd mette la sua opera al riparo dall'idea di ‘aura’, facendo in modo che oggetto e spazio abbiano uguale valore. Oggetti specifici (1965) è anche il titolo di un famoso articolo di Judd che, assieme agli scritti di Robert Morris e alla mostra ‘Strutture Primarie’ presso il Jewish Museum (1966) curata da Kynaston McShine, costituisce le fondamenta del movimento minimalista.

Nel 1987 il Van Abbemuseum dedica a Judd una grande mostra personale, presentata poi a Düsseldorf, Parigi, Barcellona e Torino. L’anno successivo anche il Whitney Museum di New York gli dedica una retrospettiva. Il 1980 segna la sua prima partecipazione alla Biennale d’Arte di Venezia. I suoi lavori sono stati esposti a Punta della Dogana e Palazzo Grassi in occasione delle mostre “Elogio del dubbio” (2011-13) e “Where are We Going?” (2006).