El Anatsui

El Anatsui nasce in Ghana nel 1944. Attualmente vive e lavora in Nigeria. All’inizio della sua carriera l’artista si interessa alla scultura: lavora principalmente con il legno, intagliandolo per mezzo di una motosega e marchiandolo con il fuoco, in un processo che assomiglia a un rituale. Più recentemente l’artista ha cominciato a lavorare semplicemente con materiali di recupero. In particolare Anatsui realizza enormi installazioni con tappi di bottiglie appiattiti che, uniti con fili di rame, vanno a formare enormi fogli metallici. Le prime opere di questo tipo sono ispirate ai tessuti ghanesi e in particolare ai colori tradizionali dei Kente. Il processo di creazione non è stabilito a priori: le pieghe e i drappeggi che nascono spontaneamente sono intese come aperte e modificabili a seconda del luogo dove vengono esposte: in Ozone Layer (2010), ad esempio, si librano leggere nell’aria andando a mutare continuamente l’aspetto dell’intera composizione. Nei lavori di Anatsui materiali poveri e quotidiani, tra cui anche le grattugie per la manioca o i coperchi dei barattoli del latte, diventano materia prima per sontuose composizioni che, rievocando brani di pittura astratta, suggeriscono al contempo la grazia dell’ornamento e la potenza della monumentalità.

Nel 2015 a El Anatsui viene attribuito il Leone d'oro alla carriera in occasione della 56esima Biennale d’Arte di Venezia. Tra le recenti mostre personali dell’artista ricordiamo quelle presso Carriageworks, Sydney (2016) e Kunstbanken Hedmark Kunstsenter, Norvegia (2015). Il suo lavoro è incluso nella mostra ‘Il mondo vi appartiene’ (2011-12) presso Palazzo Grassi.