Francesco Lo Savio

La personalità artistica di Francesco Lo Savio, nato a Roma nel 1935 e scomparso a ventotto anni, è tra le più complesse della storia dell’arte europea del dopoguerra. Lo Savio ha anticipato la Minimal art proprio mentre esplodeva il più antiminimale dei fenomeni artistici: la Pop Art. Se quest’ultima celebra i fasti del consumo di massa, Lo Savio si riallaccia alla lezione di Mondrian e della Bauhaus. Respingendo ogni retaggio post-romantico e basandosi sulla sua formazione architettonica, l’artista rivendica i valori della luce, della forma e dello spazio. La sua intera produzione artistica risale essenzialmente agli anni 1958-63, durante i quali realizza tre cicli pittorici: "Spazio-Luce", dove si concentra sull’energia delle forme pure come il cerchio e il quadrato, i "Filtri", dove sovrappone le forme pure trasformandole in "corpi di luce", e i "Metalli", in cui utilizza materiali e tecniche industriali occupando lo spazio fisico. Le opere di Francesco Lo Savio sono state esposte a Punta della Dogana in "Mapping the studio: Artisti dalla collezione François Pinault" (2009-2011).

Filtro e rete – Slip of the Tongue

Spazio Luce – Slip of the Tongue