Giovanni Bellini

Tra i massimi pittori del Rinascimento, Giovanni Bellini nasce nel 1430 c. e trascorre tutta la vita a Venezia, fino al 1516, anno della sua morte. Figlio del pittore Jacopo, appartiene, insieme al fratello Gentile, alla più importante famiglia di pittori di Venezia, imparentata anche con Andrea Mantegna. Bellini coniuga il plasticismo metafisico di Piero della Francesca e il realismo umano di Antonello da Messina con la profondità cromatica tipica dei veneti, aprendo la strada al cosiddetto tonalismo. Assimila inoltre gli elementi stilistici tardogotici presenti in tutta la pittura veneta del tempo alla spazialità rinascimentale appresa dal Mantegna. Il risultato al quale perviene, decisamente originale, sarà alla base della grande pittura veneziana del Cinquecento, portata poi avanti da Giorgione e Tiziano: grandi tele in cui lo spazio è reso attraverso il colore e la luce, senza far ricorso alle architetture in prospettiva né alle sfumature leonardesche. Probabilmente è proprio Venezia, città immersa nell’acqua, a ispirarlo. Tra le opere più importanti: "La presentazione al tempio" (1460), conservato nella Fondazione Querini Stampalia a Venezia; la "Pala di San Zaccaria" (1505) conservata nella chiesa di San Zaccaria a Venezia; "La pietà" (1465-1470) conservata nella Pinacoteca di Brera a Milano.

Head of Christ and scroll fragments of a Transfiguration – Slip of the Tongue