Marcel Broodthaers

Nato a Bruxelles nel 1924, all’età di 40 anni Marcel Broodthaers affianca alla carriera di scrittore, critico d’arte e poeta la creazione artistica, compiendo un gesto esplicito: tuffa nel gesso la sua raccolta di poesie, Le Pense-Bête. Questo atto radicale di reificazione del linguaggio preannuncia i motivi principali di un’opera che, realizzata in soli 12 anni (dal 1964 alla scomparsa nel 1976), è tra le più importanti e influenti della storia dell’arte della seconda metà del Novecento. I più significativi tra questi motivi sono i rapporti tra arte e linguaggio (come nel film La Pluie, in cui l’acqua che scorre sulle pagine cancella il testo scritto via via dall’artista), lo status dell’opera e la critica del ruolo normativo del museo (il Musée d’art moderne – Département des Aigles del 1968, è un museo in cui alcune opere esposte sono accompagnate dall’avvertenza "Questa non è un’opera d’arte"), il gioco tra realtà e finzione. Le opere di Marcel Broodthaers sono state precedentemente esposte a Palazzo Grassi in "L’illusione della luce" (2014 - 2015) e a Punta della Dogana in "Elogio del dubbio" (2011-2013).

Armoire de cuisine – Slip of the Tongue

Le Salon Noir – L'illusione della luce