Martin Wong

Martin Wong

Martin Wong nasce a Portland, Oregon, nel 1946 e si trasferisce a New York nel 1978. Il suo lavoro, fondato su un realismo visionario e meticoloso, costituisce uno dei lasciti più notevoli della scena artistica dell’East Village degli anni ottanta e anticipa l’interesse degli anni ’90 per le questioni legate all’identità. Dopo un diploma di ceramista e le performance di strada a San Francisco con il gruppo gay Angels of Light, decide di diventare un pittore e comincia un lungo, solitario processo di educazione all’arte figurativa. A New York si stabilisce nel Lower East Side e frequenta la multiforme comunità ispanica che vi risiede e che lui ritrae in molti dipinti. I condomini di mattoni cadenti, i graffiti disseminati su tutti i muri, le botteghe dalle inferriate arrugginite, i vicini dai corpi ricoperti di tatuaggi da galeotto: Wong raffigura la vita che scorre sotto le sue finestre, utilizzando uno stile unico che fonde il decorativo e il reale, il documentario e il fantastico, il religioso e l’erotico. Muore di Aids nel 1999, a soli 53 anni. Il lavoro di Wong è stato esposto in innumerevoli mostre collettive nei principali musei degli Stati Uniti, Messico, Spagna e Germania, oltre che in mostre personali come quella del New Museum of Contemporary Art, al San Francisco Art Institute, all’Exit Art e alla PPOW gallery a New York.

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