Paul McCarthy

Paul McCarthy nasce nel 1945 a Salt Lake City, Utah. Attualmente vive e lavora a Los Angeles. Si forma presso il San Francisco Art Institute e l’University of Southern California. Frequentando la CalArts, pur non essendo iscritto, ed entrando in contatto con Allan Kaprow, McCarthy comincia a concentrarsi su video e performances. La sua prima produzione è tutta basata su temi che diventeranno poi le peculiarità del suo lavoro: claustrofobia, ripetitività, ansia. La sua arte è al servizio di una critica impietosa del sistema dei valori dominanti nel mondo occidentale: McCarthy mescola la cultura popolare con simbologie freudiane legate al sesso e al cibo; esplora la demenza e i traumi infantili, riuscendo a disturbare il pubblico e rivelandosi quasi fastidioso. Le sue performance sono cariche di feticismo, i set delle sue azioni campi di battaglia. Le sue installazioni abitano un immaginario violento, fatto di corpi mutilati in una dimensione trasgressiva.

Tra le mostre personali dell’artista ricordiamo quelle presso Monnaie de Paris, Parigi (2014), Fondazione Nicola Trussardi, Milano (2010), Whitney Museum of American Art, New York (2008), Tate Modern, London (2003). Le sue opere sono state presentate negli spazi di Punta della Dogana e Palazzo Grassi in occasione delle mostre ‘”Elogio del dubbio” (2011-13), “Mapping the Studio” (2009-11), “Una selezione Post-pop“ (2006-7) e “Where are We Going?” (2006).