Pruitt Early

Rob Pruitt e Jack Early hanno formato un collettivo di artisti dagli anni ‘80 ai primi anni '90. Prima della nascita di questa collaborazione, entrambi lavorano nel mondo dell’arte newyorkese: Early alla galleria Leo Castelli e Pruitt presso Sonnabend. Il loro lavoro è segnato da un interesse per i temi di genere, sessualità e razza in relazione al mondo americano. La cultura popolare, gli oggetti simbolo del mondo contemporaneo e l'immaginario dei giovani americani sono il loro punto di partenza. Nel ritratto che fanno dell’adolescente medio americano, in un compendio di desideri e ossessioni di un'intera generazione, compaiono Harley Davidson fiammeggianti, lattine di Budweiser personalizzate con adesivi che rimandano a un universo di feticci inconfondibili: dall’heavy-metal a Playboy, dalla marijuana al gotico. Nel 1992 la mostra ‘Red, Black, Green, Red, White and Blue’ alla galleria Leo Castelli, che esibiva poster di famosi personaggi afroamericani con un sottofondo di musica rap, viene bollata come razzista. Il fatto è chiaro indice del falso moralismo americano e quella mostra segna la fine della collaborazione tra i due artisti.