Sturtevant

Nata a Lakewood, nell’Ohio, nel 1930, Sturtevant ha sempre incentrato il suo lavoro su un rapporto profondo con la storia dell’arte e in particolare con artisti che hanno segnato il XX secolo con ricerche innovative diventate punti di riferimento fondamentali per i loro successori. Sturtevant realizza delle "ripetizioni" dei loro lavori, ma non si limita a fotografare o riprodurre dipinti, sculture, film, performance, serigrafie: ne apprende meticolosamente le tecniche originali. Sturtevant crea copie di opere d’arte ma non è una copista. Si appropria delle idee di altri ma non è un’appropriazionista. Ha vissuto da protagonista gli anni di fuoco del femminismo ma non è stata un’artista femminista. Nutrito inevitabilmente di una moltitudine di idee filosofiche – dalle reminiscenze di una vita passata dei platonici e dei pitagorici all’"eterno ritorno dell’uguale" degli stoici, dalle considerazioni sul valore dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica alla teoria dei simulacri di Baudrillard e alla riflessione su differenza e ripetizione di Deleuze – il lavoro di questa artista solleva sempre degli interrogativi sul concetto di riappropriazione e sul senso dell’originalità nell’arte. Le opere di Sturtevant sono state precedentemente esposte a Palazzo Grassi in "L’illusione della luce" (2014-15) e a Punta della Dogana in"Elogio del dubbio" (2011–2013).

Stella Die Fahne hoch! – L'illusione della luce