Subodh Gupta

Subodh Gupta nasce nel 1964 a Khagaul, in India. Studia pittura presso il College of Arts & Crafts a Patna e attualmente vive e lavora a Nuova Delhi. La prima parte della sua carriera è caratterizzata da performance e video, medium che abbandona poco a poco fino a dedicarsi esclusivamente alla scultura. Nonostante ciò, il confronto tra la dimensione monumentale delle sue opere e lo spettatore suggerisce ancora una dinamica performativa: come afferma spesso lo stesso Gupta, i suoi lavori sono molto simili a un’opera teatrale. Nascono così le enormi cataste di utensili in acciaio inossidabile (ad esempio Ray, 2012) e le opere realizzate con i nastri trasportatori per il sushi, sui quali gli oggetti si muovono come in una coreografia (Faith Matters, 2007-2010). Nei suoi lavori l’artista richiama i temi della casa e della famiglia, ma al contempo rimanda alla violenza e alla conflittualità insita negli ambienti domestici. L’accumulo di oggetti fa eco alla felice crescita economica dell’India, ma ricorda anche la miseria delle classi più povere per le quali l’accesso al cibo costituisce una delle battaglie quotidiane.

Recenti mostre personali dell’artista sono state quelle presso Hauser & Wirth, Somerset (2016), Victoria & Albert Museum, Londra (2015), MMK Museum für Moderne Kunst Frankfurt am Main, Germania (2014). I suoi lavori sono stati esposti a Punta della Dogana in occasione della mostra “Elogio del dubbio” (2011-13) e a Palazzo Grassi per “Sequence 1” (2007).