Irving Penn, Resonance

Palazzo Grassi
13/04/2014 - 06/01/2015

Mostra

Dal 13 aprile 2014 al 6 gennaio 2015, Palazzo Grassi presenta “Irving Penn, Resonance”, una mostra curata da Pierre Apraxine e Matthieu Humery dedicata a una delle più importanti figure del mondo della fotografia del ventesimo secolo, Irving Penn.

La mostra, che presenta 82 stampe al platino, 29 stampe ai sali d’argento, 5 stampe dye-transfer e 17 internegativi mai esposti prima, non è una retrospettiva e non segue un andamento cronologico, ma intende sottolineare lo sviluppo degli stili, degli interessi e delle tecniche di Irving Penn ripercorrendo i grandi temi che l’artista ha affrontato lungo tutta la sua carriera: dalla serie dei ritratti dei protagonisti del mondo del cinema, della pittura e della letteratura agli aborigeni della Nuova Guinea, alle nature morte, ai “piccoli mestieri” e ai nudi. Questo ampio panorama, in cui immagini poco conosciute affiancano pezzi iconici del lavoro del celebre fotografo, offre una chiara testimonianza della varietà del lavoro di Irving Penn, lavoro che costituisce un lascito al mondo della fotografia inestimabile ed eterno.

Biografia

Irving Penn (1917-2009), riconosciuto come uno dei maestri della fotografia del XX secolo, è noto per le immagine iconiche di alta moda e per gli straordinari ritratti di artisti, scrittori e celebrità che hanno segnato il paesaggio culturale del loro tempo.

Dopo aver studiato disegno, pittura e graphic design alla Philadelphia Museum School of Industrial Art, nel 1943 Penn diventa assistente di Alexander Liberman, art director della rivista Vogue. Grazie al sostegno di Lieberman, Penn riesce ben presto a dimostrare uno straordinario talento dietro l’obiettivo: il primo ottobre 1943, a soli 26 anni, esce la prima copertina di “Vogue” con una sua immagine. Da quel momento lavorerà fino alla fine della sua carriera per la rivista, dove si impone come il professionista più innovativo.

Penn è anzitutto un fotografo di studio. Le sue immagini, con i loro semplici sfondi di carta, tela o parete nuda, definiscono un contenitore spaziale in cui i soggetti sono messi in risalto nella loro dimensione materiale. Che si tratti di alta moda, still life, etnografia o memento mori, l’immagine è estrapolata dal suo contesto, intensa e magnetica.

Sul finire degli anni ‘40 realizza la serie Earthly Bodies, immagini di corpi nudi e anonimi affiancati in modo da formare composizioni astratte e impersonali. Antitesi delle foto on assignment scattate per “Vogue”, queste immagini mostrano il pieno controllo dei procedimenti di stampa da parte del loro autore, che sperimenta e approfondisce in particolare la stampa al platino, una tecnica che gli permette di ottenere fotografie dalle variazioni tonali illimitate.

Negli stessi anni Penn realizza una celebre serie di ritratti di artisti, scrittori e personaggi noti, che rimarrà scolpita nella nostra memoria collettiva. Marlene Dietrich, Alfred Hitchcock, Pablo Picasso, Salvador Dalì e molti altri sono in alcuni casi “messi all’angolo”, cioè immortalati come se fossero costretti nell’angolo di una stanza, e dunque ridimensionati ironicamente nella loro statura artistica o intellettuale.

Nei primi anni ‘50 Penn si dedica alla serie dei Piccoli mestieri: ritrae carbonai e giornalai, pompieri e pescivendoli, prima a Parigi e a Londra nel 1950 e poi a New York nel 1951. Ai soggetti viene chiesto di presentarsi in studio con gli abiti da lavoro e con gli attrezzi del mestiere. Il contatto con i lavoratori è molto gratificante per Penn, colpito dall’orgoglio con cui svolgono i loro modesti mestieri e sono consapevoli della loro posizione sociale. Ricordando questi incontri, il fotografo parlerà della serie come di “scatti residuali incantati”.

Nei decenni successivi, su incarico di Vogue Penn viaggia in tutto il mondo, fotografando le comunità tribali dell’Africa e del Sud America. Durante questi viaggi allestisce uno studio da campo per ritrarre membri di società arcaiche a rischio di estinzione, con le maschere e gli abiti tradizionali.

Irving Penn muore nel 2009 all’età di 92 anni.

Lo Smithsonian American Art Museum, Washington DC (2015-16) e l’Art Institute of Chicago (2013) hanno dedicato a Irving Penn due importanti mostre personali. Nel 2014 Palazzo Grassi ha dedicato a Irving Penn una retrospettiva intitolata “Irving Penn, Resonance”, con lavori quasi totalmente provenienti dalla collezione Pinault.