Madame Fisscher

Palazzo Grassi
15/04 - 15/07/2012

Mostra

Urs Fischer è il primo artista vivente a essere oggetto di una mostra personale a Palazzo Grassi. Sono raccolte più di trenta opere provenienti dalla Pinault Collection e da altre collezioni internazionali.

"Madame Fisscher" è stata concepita da Urs Fischer e dalla curatrice Caroline Bourgeois e si sviluppa lungo un percorso che coinvolge l'atrio grande e il primo piano di Palazzo Grassi. Il corpus delle opere presenta il percorso artistico di Urs Fischer dagli anni '90 al 2012, arricchito da alcune produzioni esposte qui per la prima volta: dai lavori realizzati in collaborazione con Georg Herold a un progetto scultoreo collettivo condotto insieme agli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Venezia negli spazi pubblici della città.

Considerato uno dei maggiori scultori della nostra epoca, Urs Fischer combina in questa mostra illusione e realtà, violenza e humor, eternità e fugacità proponendo al visitatore un universo creativo che è al contempo logico e assurdo.

Appropriandosi di oggetti quotidiani – sua "materia prima" per eccellenza – Fischer ne trasforma il senso con un acuto senso dell’umorismo, una propensione per il paradosso e con tecniche espressive e materiali eterogenei. Giocando sulla sorpresa, sul divertimento, sul dubbio o sull’inquietudine, l'artista si interroga lungo tutto il percorso espositivo sulla storia dell’arte e sulla scultura, sulla relazione con il nostro corpo, sul concetto di tempo e sullo status dell’oggetto.

Biografia

Urs Fischer nasce nel 1973 a Zurigo, Svizzera. Studia fotografia presso la Schule für Gestaltung e in seguito prosegue la sua formazione presso De Ateliers ad Amsterdam e Delfina Studio Trust a Londra. Fin dall’inizio della sua carriera, Fischer ha saputo creare un universo eterogeneo di oggetti, personaggi e ambienti, tutti permeati dal medesimo senso dell’assurdo e dell’ironia. Urs Fischer è considerato, infatti, uno dei più irriverenti e intelligenti artisti della sua generazione. Attraverso un uso spregiudicato dei materiali, l’artista sovverte le nostre abituali modalità di pensare lo spazio e il nostro tradizionale approccio alle cose. Chalet realizzati a grandezza naturale con il pane, ritratti di persone con volti coperti da frutti, buchi sui muri, letti e pianoforti accartocciati e composizioni di brioches e farfalle: il mondo di Fischer è variopinto e imprevedibile. L'interesse per l’immaginario popolare e per gli oggetti della società contemporanea ha condotto l'artista alla realizzazione di lavori in cui vengono stravolti i contesti ordinari delle cose per costruire nuove forme e nuovi significati.

Tra tutti i suoi lavori, una serie importante è quella delle sculture di cera che, come se fossero candele con tanto di stoppino, una volta accese si lasciano consumare dal tempo, diventando forme sciolte e infine ammassi di cera sul pavimento. I materiali che si autodistruggono – come la cera o come il pane – sono centrali in alcune opere di Fischer, artista che ama esplorare le infinite possibilità della materia per introdurre un'ulteriore dimensione ai suoi lavori: quella del tempo. L’uso frequente e ironico della citazione, fa di Fischer un collezionista seriale di soggetti, opere e temi della storia dell’arte, inseriti in una dimensione del tutto nuova grazie ai suoi punti di vista delicati ma paradossali. Con le installazioni su grande scala e la ricreazione di interi ambienti – come la riproduzione del suo studio – Urs Fischer dà al visitatore la possibilità di vivere l’esperienza fisica di qualcosa di intangibile: il processo creativo.

Tre le mostre personali dell’artista ricordiamo quelle presso: Garage Museum of Contemporary Art, Mosca (2016), Vito Schnabel Gallery, St. Moritz (2015), Gagosian Gallery, California (2015), The Modern Institute, Glasgow (2015). Ha partecipato alla Biennale d’Arte di Venezia nelle edizioni del 2003, 2007 e 2011. Nel 2012 Palazzo Grassi ha dedicato all’artista una mostra personale intitolata “Madame Fisscher”. Negli stessi spazi i suoi lavori sono inoltre stati esposti in occasione delle mostre “Il mondo vi appartiene” (2011-12), “Mapping the Studio” (2009-11), “Sequence 1” (2007), “Una selezione Post-pop” (2006-7) e “Where are We Going?” (2006).

Guida

Madame Fisscher