Comico e burlesco

Al di là del complesso apparato di riferimenti storici e stilistici, l’opera di Martial Raysse è una fonte inesauribile di umorismo, presente nelle scenette comiche che affollano le sue composizioni, nelle situazioni grottesche, terribili e inaspettate in cui si mescolano burlesco ed ermetismo, in una galleria di personaggi e caratteri, nei giochi di parole che nascondono significati ironici, e infine nei titoli, ingegnosamente concepiti per evocare il linguaggio popolare o la chiusa di uno scherzo. Questo spirito satirico emerge chiaramente nei suoi film che, secondo Philippe Azoury, si trasformano in «grandi feste, baccanali anarchici e depravati, un disordine erotico e politico che proviene dal circo, con un’energia sessuale come poche volte si vede al cinema». Questa pratica riflette una forte dose di critica che opera su tutto il lavoro di Raysse, ma anche una forma di stratagemma per attaccare l’ordine stabilito delle cose.