Forme in libertà

A partire dal 1967 Martial Raysse procede a una semplificazione crescente delle forme. Bozzetti al neon che disegnano gli elementi primari di un nuovo alfabeto plastico limitato agli elementi essenziali (Quatre Néons pour Alexandra, 1967); viso depurato e ridotto al suo contorno anonimo, una stella, una palma, o citazioni delle ultime lettere dell’alfabeto latino, “x”, “y” e “z”: le forme si emancipano sia dal loro supporto che dalla cornice discorsiva e riacquistano la libertà. Gesti concettuali, le forme in libertà diventano per l’artista “prototipi di pensiero”, forme-archetipo riproducibili con qualsiasi materiale – cartone, rhodoid, cartapesta, carta kraft, legno o impasti terrosi –, segni di una nuova scrittura plastica che coincide con il distacco progressivo di Raysse dall’ambiente artistico ufficiale e con un rifiorire della sua vitalità creativa.