Il disegno, lo studio, il motivo

Per Martial Raysse il disegno è insieme maestria dell’esercizio artistico e disciplina che esige pensiero. È un gesto forte di confronto con la storia dell’arte i maestri del passato, in particolare Leonardo da Vinci e Nicolas Poussin. È anche un modo di concepire il proprio operato in quanto “duro lavoro”: «Imparo il mestiere. Guardando le mie cose, vorrei solo che si dicesse che ho lavorato e lavorato… Disegno i personaggi fino a trovare la postura giusta. Poi faccio altri disegni, per metterli in una scenografia. Quando sono soddisfatto ne faccio delle fotocopie, le proietto sulla tela, disegno i contorni a carboncino e spengo: riprendo le linee. Poi mi metto a dipingere». Bozzetti su motivo moltiplicabile e trasformabili all’infinito, catture puntigliose di un dettaglio di paesaggio, progetti per monumentali scene di gruppo, studi che si appropriano dei temi classici della pittura e li dirottano con umorismo, collage o frammenti di una visione, supporti in vista di grandi composizioni pittoriche, i disegni di Raysse acquistano un valore in sé e costituiscono un corpus polimorfo animato da un’enigmatica poesia.