Rudolf Stingel

Palazzo Grassi
07/04/2013 - 06/01/2014

Mostra

La mostra “Rudolf Stingel” è stata concepita dall’artista espressamente per Palazzo Grassi. Con la massima libertà di esecuzione, Rudolf Stingel trasforma il museo nella sua totalità, con una moquette a disegno orientale che invade tutto lo spazio architettonico. Oltrepassando il concetto di bidimensionalità, convenzionalmente associato alla pittura, la mostra intende sovvertire le consuete relazioni spaziali fra spettatore e dipinto.

Il tappeto rievoca la storia millenaria della Repubblica della Serenissima; al contempo, l’attenzione del visitatore si rivolge alla cultura Mitteleuropea cara al pittore, riportando alla mente lo studio viennese di Sigmund Freud d’inizio XX secolo. Questo riferimento offre un'indubbia chiave di lettura all'installazione: la sensazione avvolgente e l’esperienza sensoriale che si prova addentrandosi in questo “labirinto” ci riconducono a un viaggio nella trascendenza dell’Ego, attraverso le sue rimozioni e i suoi fantasmi. I circa trenta dipinti esposti suggeriscono il segno di presenze “sepolte” nella memoria, di vissuti rimossi che riaffiorano. Lo spazio architettonico diventa luogo di meditazione, introiettiva e proiettiva, luogo silenzioso e accogliente: ma il lavoro di Stingel ne altera la percezione visiva e ambientale e suggerisce un’atmosfera nuova, rarefatta e sospesa, da cui si staglia l’argento, il bianco e il nero dei quadri, come altrettante “aperture” su Venezia, una dimensione eccedente.

Biografia

Rudolf Stingel nasce a Merano nel 1956. Attualmente vive e lavora a New York.

L’intera produzione di Rudolf Stingel ruota attorno al concetto di pittura e alle relazioni tra astrazione e figurazione, pattern e texture insieme alle più profonde questioni esistenziali della memoria, del tempo e della vanitas. Questo preciso impegno si traduce nella produzione di lavori su supporti variabili e con stili diversi, in una ricerca stilistica che va dall’iperrealismo all’astrazione. Con il suo lavoro, Rudolf Stingel invita lo spettatore a una relazione oltre che visiva anche tattile, esperienziale, introducendo nel processo pittorico una dimensione partecipativa. Nel 1989 realizza Instructions, un manuale di istruzioni per creare con precisione alcune delle sue opere astratte. Home Depot (2004), installazione site-specific realizzata per il Museum für Moderne Kunst (Frankfurt am Main), incoraggiava il reale apporto dei visitatori che, camminando su pannelli isolanti rossi e argento, lasciavano le loro impronte.

A partire dal 1991 Stingel comincia a realizzare i ‘tappeti’ con cui spesso copre interi ambienti, compresi i muri: una non-pittura che travalica i confini della cornice, anche concettuale, e che si fa ambiente. Perfino nei dipinti astratti, quando abbandona la geometria e gli elementi stilizzati per stendere lo smalto sulle tele in maniera ‘illogica’, si riconoscono forme e pattern che caratterizzano da sempre la sua produzione.

Solo apparentemente in contraddizione, un'altra parte del lavoro di Stingel si avvale della tecnica del fotorealismo per la realizzazione di alcuni ritratti o autoritratti, di piccolissime o grandi dimensioni.

La produzione artistica di Rudolf Stingel è prolifica e diversificata, ma meticolosa e generosa.

Il suo lavoro è stato recentemente esposto presso Karma, New York (2015), Bass Museum of Art, Miami (2014), Inverleith House, Edimburgo (2014). Alcune sue opere sono state esposte a Palazzo Grassi in occasione delle mostre “Il mondo vi appartiene” (2011-12), “Mapping the Studio” (2009-11), “Sequence 1” (2007) e “Where are We Going?” (2006).

Guida

Rudolf Stingel