
Studenti di Ca' Foscari mediatori culturali a Palazzo Grassi e Punta della Dogana François Pinault Foundation.
In occasione della mostra Mapping the Studio, Palazzo Grassi ha attivato con il Dipartimento di Storia delle arti dell’Università di Venezia Ca’ Foscari un’apposita convenzione per mettere a disposizione nelle sedi di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana un gruppo di mediatori culturali, selezionati tra gli studenti e appositamente formati. Nei giorni di mercoledì, venerdì, sabato e domenica, i mediatori culturali saranno a disposizione del pubblico negli orari di apertura (10-19), in entrambe le sedi. Sarà possibile riconoscerli grazie a una maglietta bordeaux, su cui sono ben visibili quattro parole chiave (dialogare, ascoltare, domandare, camminare) che sintetizzano con una certa efficacia il loro ruolo. Il mediatore culturale, infatti, non è una guida o un guardia-sala.
E una persona con buone capacità linguistiche e relazionali, che soddisfa le curiosità dei visitatori. Il mediatore è una figura che si colloca, attraverso l’ascolto e il dialogo, tra l'opera d’arte e il visitatore, tra la storia di una disciplina e le curiosità dell'oggi, tra le culture degli artisti e le sensibilità degli spettatori. Il mediatore ci ricorda che ogni opera può essere interrogata e che ogni qual volta è interrogata risponde; che le domande possono cambiare in continuazione, essere tante quante sono i nostri interessi o le nostre precedenti esperienze.
Dalla primavera del 2009, con la mostra Nigra sum sed formosa. Sacro e bellezza dell'Etiopia cristiana, l'Università Ca' Foscari di Venezia ha avviato per un folto gruppo di suoi studenti la prima esperienza veneziana di impiego di "mediatori culturali". Diffusa già da tempo all'estero, in particolare in Francia, nel nostro Paese questa esperienza si era concretizzata finora solo a Torino, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. L’iniziativa di Cà Foscari si inserisce nell’ambito di un programma dall’ateneo, condotto in collaborazione con la Banca Popolare FriulAdria, che vede gli studenti impegnati, accanto alla formazione storico-artistica completa rispetto al XX secolo, nella sperimentazione di nuovi strumenti di approccio e percorsi attitudinali, in vista di possibili sbocchi professionali.
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