Thomas Schütte
Nato a Oldenburg, in Germania, nel 1954, Thomas Schütte ha sviluppato una pratica artistica molto versatile, che prende le mosse dal minimalismo e dall’arte concettuale. Il visitatore è accolto all’ingresso della mostra e in seguito accompagnato verso l’uscita dai suoi Grosse Geister, due sculture in alluminio di grande formato. Queste opere, già presenti a Palazzo Grassi per l’esposizione “Mapping the Studio” (2009-2010), rivelano una preoccupazione per la figurazione che ricorre in tutta l’opera dell’artista, come si evince anche dalle sculture esposte a Punta della Dogana. Realizzati a partire da lunghi filamenti di cera, fusi poi in alluminio, i Grosse Geister sono l'emblema dell’antimonumentalità: robotici e organici al tempo stesso, futuribili e assurdi. Le “menti eccelse” del titolo si celano all’interno delle corazze di alluminio che assorbono passivamente le ombre e le forme dell’ambiente circostante. Nonostante l’imponenza, le due sculture sembrano quasi elastiche, pronte a muoversi nello spazio non appena lo spettatore si sia allontanato. Questa compresenza di elementi contraddittori dà vita a due buffi personaggi che permettono a Schütte di conferire massa e volume a esseri inafferrabili.


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Thomas Schütte - Grosse Geister Nr.9 (1997)