
François Pinault ha chiesto al celebre architetto giapponese di ristrutturare e modernizzare Palazzo Grassi. Tadao Ando ha adottato uno stile sobrio e minimalista, che rispetta la struttura storica del palazzo portandolo nel XXI secolo.
Nelle sale espositive ha installato, per esempio, cimase bianche, che mascherano le pareti senza toccarle; leur découpe rivela la cornice di marmo delle porte. L’illuminazione – messa a punto con lo studio Ferrara-Palladino srl – è costituita da 1800 faretti, inseriti in travi di alluminio che ospitano anche i dispositivi di sicurezza.
La gamma cromatica dominata da bianco e grigio conferisce alle sale l’atmosfera serena necessaria alla contemplazione delle opere esposte. La vetrata dell’atrio è ora ricoperta da un velarium in fibre di vetro, che diffonde una luce chiara e avvolgente, in linea con gli interventi di Tadao Ando. Infine, le reception e gli spazi di servizio sono stati riorganizzati e fluidificati per offrire la massima comodità ai visitatori.
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