
Nato a Osaka nel 1941, Tadao Ando è un “autodidatta” dell’architettura, essendosi formato
“sul campo”, viaggiando per l’Europa durante gli anni sessanta. Affascinato da Le Corbusier,
nel 1965 decide di andare a conoscerlo di persona. Ma quando arriva a Parigi, Le Corbusier
è appena morto e Tadao Ando potrà solo ammirare le sue opere.
Tornato in Giappone, nel 1969 apre il proprio studio e inizia a costruire abitazioni essenziali, che rivelano la sua percezione fisica, vissuta, dell’architettura e la sua inclinazione per le soluzioni pure, nelle quali la materialità sconfina nella spiritualità. Si fa notare, i suoi incarichi aumentano. Realizza musei e chiese, che testimoniano la continuità del suo stile, ma rivelano anche la capacità di impadronirsi del paesaggio di cui Ando, modellando la scenografia dei percorso, riesce a rivelare l’essenza. Permeato di tradizioni giapponesi, del loro gusto per il montaggio, per l’equilibrio, per la capacità di far parlare la materia per mezzo della luce, Ando ha mutuato dalla tradizione del modernismo occidentale la purezza dei volumi e il nitore delle forme che egli impiega per instaurare una dialettica tra l’interno e l’esterno, tra l’ombra e la luce, tra l’oggetto e il contesto circostante.
Dagli anni 1990, il legno occupa uno ruolo sempre più importante nel suo lavoro. Lo utilizza, per esempio, per costruire il Padiglione del Giappone dell’esposizione universale di Siviglia (1992) e il Museo del Legno di Hyogo. Tra le sue opere più rilevanti, figurano anche la Chiesa della Luce a Osaka (1989) e la Chiesa sull’acqua (1991). L’architetto giapponese diventa insegnate nelle università più prestigiose – Yale (1987), Columbia (1988) e Harvard (1990) – prima di essere professore titolare all’università di Tokyo (1991). Ha ricevuto numerosi premi internazionali. In particolare, nel 1995 Ando riceve il Pritzker Prize, una delle più alte onorificenze riservate agli architetti. Devolve il premio agli orfani di Kobe, colpiti dal terremoto. Nel 1996, ha ricevuto il Praemium Imperiale, rilasciato dalla Japan Art Association in riconoscimento al suo contributo per lo sviluppo delle arti e della cultura. In Francia, è nominato Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres nel 1997. Nel 2005, riceve la medaglia d’oro dell’ Unione Internazionale degli Architetti ed è dichiarato Chevalier de l’Ordre National della Légion d’Honneur. Dal 2007, Tadao Ando lavora al progetto ecologico Umi no mori, in Giappone, che consiste nella creazione di una “foresta sul mare”, ricca di più di 480.000 alberi. Questo “polmone verde” sarà creato nella città di Tokyo in un luogo simbolico, un polder diventato isola artificiale, nella baia della capitale giapponese.
François Pinault, che ben conosceva i lavori di Tadao Ando di cui in particolare apprezzava il segno insieme contemporaneo e atemporale, astratto e sensoriale, gli aveva dapprima affidato, a seguito di un concorso, l’incarico di realizzare il museo sull’ Île Seguin, a Parigi. Con il ritiro del progetto, François Pinault coinvolge Tadao Ando nei suoi progetti veneziani, il restauro di Palazzo Grassi nel 2005 e la ristrutturazione di Punta della Dogana nel 2008-2009.
