Alighiero Boetti

Alighiero Boetti (Torino, 1940 - Roma, 1994) è stato un artista italiano. Si avvicina all’arte da autodidatta, coltivando numerosi interessi a cui si dedicherà nel corso della vita: dalla musica alla matematica, dalla filosofia all’esoterismo. Germano Celant lo include nella prima mostra del movimento Arte Povera presso La Bertesca di Genova nel settembre del 1967. Nei primi anni della carriera realizza sculture povere con materiali industriali, come eternit, ferro, legno e vernici a smalto. Nel 1971 compie un viaggio in Afghanistan e dà inizio al celebre progetto delle Mappe, una serie di arazzi che rappresentano il planisfero politico – ciascun territorio è ricamato con i colori e i simboli della bandiera di appartenenza – e che documentano, nel corso degli anni, gli spostamenti dei confini nazionali. Intessute per lui da un gruppo di donne afghane, le mappe sono per Boetti anche un motivo di riflessione sulla delega del lavoro manuale da parte dell’artista. Nel 1972 la sua arte subisce una svolta concettuale: l’artista comincia a firmarsi “Alighiero e Boetti”. Quella “e” tra il nome e il cognome diventa manifesto dello scambio dialettico tra le due metà di se stesso: l’uomo e l’artista. Boetti è affascinato dai sistemi concettuali utilizzati dall’umanità per organizzare le proprie conoscenze e quantificare fenomeni non quantificabili. Molti dei suoi lavori, realizzati con i media più diversi (penna su carta intelata, cartoline, francobolli, tessuti), seguono precise “regole del gioco” e assumono spesso la forma di estenuanti esercizi di ripetizione di figure o simboli, basati su ritmi musicali o matematici.

Alighiero Boetti è stato uno degli artisti inclusi nella mostra capitale di Harald Szeemann “When attitudes become form” (1969). È stato sei volte presente alla Biennale di Venezia, con sala personale premiata nell’edizione del 1990 e un omaggio postumo nel 2001. Tra le ultime mostre personali dedicate all’artista ricordiamo quelle presso il MADRE - Museo d’Arte Contemporanea, Napoli (2009) e presso il Museum Ritter, Waldenbuch, Germania (2008). Le sue opere sono state esposte a Punta della Dogana in occasione della mostra “Prima Materia” (2013-15), "Dancing with Myself" (2018) e a Palazzo Grassi per le mostre “Il mondo vi appartiene” (2011-2012), “Italics” (2006-2007) e “Where are We Going?” (2006).