Cameron Rowland

Cameron Rowland nasce nel 1988 a Philadelphia, Stati Uniti. Artista impegnato, Cameron Rowland sviluppa un’arte nella quale la ricerca concettuale prevale sull’estetica degli oggetti, ma pensa comunque alla loro presentazione nello spazio. Le sue opere sono attraversate da riflessioni economiche e sociali, affrontano argomenti politici come la privatizzazione e il controllo delle risorse – acqua, elettricità, metalli – o il razzismo legato al passato schiavista. Si immerge nelle origini e nelle fonti sistemiche di una storia tragica, rese invisibili dal quotidiano, e interpreta a suo modo un’arte di riparazione. Le sue sculture prendono la forma del ready-made e contengono una storia, esplicitata nei testi o nei titoli. Questi oggetti racchiudono in sé realtà economiche, disuguaglianze che coincidono con discriminazioni razziali. Il suo lavoro si affianca con continuità a quelli di Betye Saar, David Hammons o Kara Walker, in un’arte in cui linguaggio e forma sono intimamente legati. L’artista ha acquistato questi tavoli dall’amministrazione che gestisce le paghe, il NYC Office of Payrolls, in occasione di una vendita del surplus di arredi.

Il suo lavoro è stato presentato a Punta della Dogana in occasione delle mostre "Untitled, 2020" (2020) e "Slip of the Tongue" (2015-16).

Loot – Slip of the Tongue

U66 – Slip of the Tongue