Alighiero Boetti

Per questo artista affascinato dal tema del doppio (all’inizio degli anni settanta decise di non chiamarsi più Alighiero Boetti, ma Alighiero & Boetti, illustrando questo doppio in molte opere) l’esercizio dell’autoritratto ha una particolare importanza. L’opera in mostra è una scultura in bronzo con una resistenza elettrica all’interno che la porta a una temperatura particolarmente elevata. Rappresenta l’artista che tiene sopra la testa un tubo con cui si bagna, e produce in questo modo vapore acqueo. È una metafora ironica del processo di creazione artistica, oltre che l’autoritratto di un uomo che affronta una malattia ed è vicino alla morte (nel 1993 gli era già stato diagnosticato il tumore al cervello che lo porterà via l’anno successivo). Come le ultime opere di cui parlava il filosofo Edward Saïd, questa scultura è segnata dall’inquietudine di fondo caratteristica del rapporto che – anche nel crepuscolo della vita – ogni creatore ha con il mondo.