Bruce Nauman

Il commento di Bruce Nauman a proposito dei suoi primi lavori è entrato nella leggenda: «Nel mio studio non c’era niente perché non avevo abbastanza soldi per procurarmi i materiali con cui lavorare. Così sono stato obbligato a esaminare me stesso e cosa, nel mio studio, stessi facendo». Queste considerazioni condussero Nauman a girare video ossessivi in cui filmava sé stesso nell’atto di eseguire azioni autoimposte in sperimentazioni concepite per il suo stesso corpo. Per il suo Bouncing in the Corner No.1, del 1968, si riprende mentre si lascia cadere all’indietro in un angolo del suo studio, più e più volte per quasi un’ora, ritmicamente, senza soluzione di continuità, imperturbabile. Lip Sync viene prodotto l’anno seguente, e, in questo video, Nauman cerca di sincronizzare le proprie parole con quelle di una traccia audio, che l’artista ascolta in cuffia e che non contiene altro che l’ossessiva ripetizione del titolo dell’opera. Nel ripetere incessantemente «Lip Sync» gli errori si moltiplicano e la sua bocca e la sua lingua appaiono spesso in fuori sincrono con la traccia audio. Lo stesso corpo dell’artista, con le sue capacità e i suoi limiti, costituisce il materiale di lavoro delle prime opere di Nauman.