Charles Ray

Dall’inizio degli anni settanta, il corpo dell’artista americano Charles Ray è un materiale essenziale della sua opera, attraverso il suo coinvolgimento fisico (Plank Piece, 1973) o l’uso di manichini a sua immagine (in particolare nel celebre Oh Charley Charley Charley del 1992, dove otto effigi dell’artista si abbandonano a una sconcertante « auto-orgia »). No, realizzato nel 1992, è la fotografia di una statua iperrealista di cera che rappresenta l’artista. In realtà l’apparente autoritratto è l’immagine di un’immagine. La semplicità del risultato finale (che sembra una normale istantanea) significa che lo sforzo, il tempo e l’energia necessari per realizzarla vengono cancellati. Light From The Left (2007), un bassorilievo contemporaneo, che rappresenta l’artista con la moglie, in una composizione allo stesso tempo stilizzata e intimista, ricorda quanto l’opera di Charles Ray sia impregnata di conoscenza e di amore per la storia della scultura, dai bassorilievi egiziani alla scultura greca. In maniera conforme al suo titolo, l’opera è collocata in modo che la luce naturale la illumini da sinistra, come il personaggio femminile illumina, seguendo la stessa direzione, il suo compagno.