Damien Hirst

Bust of the Collector è un’opera della maturità, mentre With Dead Head risale alla giovinezza di Damien Hirst: l’una e l’altra, però, rappresentano due rari autoritratti dell’artista. La fotografia, datata 1991, è stata scattata quando Hirst, allora sedicenne, lavorava in un obitorio, e lo presenta sorridente accanto a una testa decapitata. Quella che potrebbe essere un’immagine morbosa e oscena è anche un inno alla vita come viene espresso da Baudelaire in La morte dei poveri: «La Morte, ahimè, consola e dà la vita: / è il fine all’esistenza ed è la sola / speranza che ci esalta e che ci inebria, / come elisir, donandoci il coraggio / di camminare fino a sera». Con Bust of the Collector il registro sembra cambiare radicalmente per inserirsi nel racconto della mostra del 2017 a Venezia, Treasures from the Wreck of the Unbelievable, da cui proviene quest’opera emblematica.