Giulio Paolini

La ricerca artistica di Giulio Paolini è un continuo concatenarsi di riflessioni e meditazioni sul potere delle immagini che, con l’aiuto di citazioni, fotografia, duplicazione, collage e modellazione in gesso, diventano la base fondamentale di una ricerca che ruota intorno all’identità dell’arte e alla sua ragion d’essere. Uno dei soggetti principali del lavoro di Paolini è il rapporto fra opera, autore e spettatore. Paolini descrive così Delfo (II): «[…] indosso una lunga tunica bianca e tengo nella mano destra Averroè [opera di Paolini del 1967], nella sinistra il busto di Saffo, che si sovrappone al mio sguardo e lo cancella […] e io sono così, in atteggiamento estatico […]. Alle mie spalle, sullo sfondo, appare una delle mie opere del 1965, uno scalone bianco che ha come prospettiva un punto infinito»