Paulo Nazareth

Per l’artista brasiliano Paulo Nazareth la vita è inseparabile dall’arte: «Dal momento in cui ci sono dentro, ogni cosa che faccio sarà arte, e pur se dovessi decidere di uscire dal circuito artistico, dal mondo artistico, in nessun modo potrò mai esserne fuori». Per attuare Notícias de América, che originariamente avrebbe dovuto basarsi su un viaggio lungo un mese, Nazareth partì da un punto molto vicino alla favela in cui era nato, a Belo Horizonte, in Brasile, e attraversò, spesso a piedi, a volte in autobus, e sempre con un paio di infradito, il Sudamerica, l’America Centrale, Cuba, per arrivare infine a New York. Qui, con un gesto simbolico, nel fiume Hudson lavò via la polvere e la sporcizia dai piedi logorati dal viaggio, prima di intraprendere il tragitto di ritorno. Il suo viaggio, durato dieci mesi, ha lasciato tracce in video, documenti e fotografie, che sono stati per la maggior parte pubblicati su un blog aggiornato quotidianamente. Si potrebbe dire, senza prenderlo troppo alla lettera, che Nazareth misuri il mondo col metro del suo corpo. Seguendo le rotte migratorie descrive le tensioni sociali, le disparità, racconta storie appartenenti alla memoria collettiva, facendone esperienza diretta e fungendo da collegamento tra di loro. Il suo tono ironico bilancia la serietà degli argomenti e conferisce alla sua opera una certa leggerezza.