Roni Horn

Come ha osservato la stessa Roni Horn in un’intervista con James Longwood, «non è la versione mutevole dell’identità a essere un’aberrazione… l’aberrazione è la sua versione fissa». In questo senso gli autoritratti di Horn costituiscono un testamento della transitorietà dell’io. a.k.a., acronimo di «also known as» [conosciuta anche come], consiste in trenta ritratti fotografici dell’artista presentati a coppie – alcune delle fotografie la ritraggono da bambina o adolescente, altre da adulta. In quest’opera l’identità di Horn è moltiplicata e crea infinite permutazioni dell’io. Il fatto che le immagini ricoprano un arco di tempo molto esteso indica la connessione fra memoria e identità e, di conseguenza, l’eterno dilemma riguardo all’immutabilità dell’io.