Ulrike Rosenbach

Ulrike Rosenbach lancia un attacco contro una sé stessa altra. Nel suo famoso video Glauben Sie nicht, dass ich eine Amazone bin, il suo viso si sovrappone a quello della Madonna of the Rose Bower (ca. 1450). L’artista lancia un totale di quindici frecce sul viso della Madonna, che contemporaneamente è anche il suo viso. Durante questo atto di autoaggressione Rosenbach indossa una tuta bianca da amazzone e lancia le frecce con un misto di calma e concentrazione, come se si trattasse di un rituale. Nonostante l’artista giochi qui un doppio ruolo – una Madonna dalle sembianze infantili e un’eroica e pericolosa amazzone – la sua opera parla anche di lei come artista: quali aspettative e ruoli le offre la società (intesa come società artistica)? Come si sovrappongono le immagini di donne provenienti da differenti culture, mitiche, religiose e contemporanee? In quale misura lei stessa le ha interiorizzate? È ancora in tempo per uscire da questi ruoli? Rosenbach spiega: «Sono una Madonna. Sono un’amazzone. Sono una Venere. Sono tutte queste figure e nessuna allo stesso tempo ». Quando debutta con questo soggetto alla Biennale des Jeunes di Parigi, e di nuovo quando ripete l’azione per girare il video, l’artista affronta tutti i diversi tipi di sguardi: quello autoriflessivo, quello maschile, e quello della società. Nel corso della sequenza mantiene il controllo sullo sguardo diretto a lei e, inevitabilmente, allo stesso tempo, rinuncia a esso.