Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu

Palazzo Grassi
11/07/2020 - 20/03/2021
Aperto tutti i giorni
tranne il martedì
Dalle ore 10 alle ore 19
Ultimo ingresso alle ore 18

Mostra

Palazzo Grassi presenta “Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu”, realizzata con la Bibliothèque nationale de France e in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson.

Il progetto della mostra, ideato e coordinato da Matthieu Humery, mette a confronto lo sguardo di cinque curatori sull’opera di Cartier-Bresson (1908 – 2004), e in particolare sulla “Master Collection”, una selezione di 385 immagini che l’artista ha individuato agli inizi degli anni Settanta, su invito dei suoi amici collezionisti Jean e Dominique de Menil, come le più significative della sua opera.

La fotografa Annie Leibovitz, il regista Wim Wenders, lo scrittore Javier Cercas, la conservatrice e direttrice del dipartimento di Stampe e Fotografia della Bibliothèque nationale de France Sylvie Aubenas, il collezionista François Pinault, sono stati invitati a loro volta a scegliere ciascuno una cinquantina di immagini a partire dalla “Master Collection” originale, della quale esistono cinque esemplari.

Attraverso la loro selezione, ognuno di loro condivide la propria visione personale della fotografia, e dell’opera di questo grande artista. Rinnovare e arricchire il nostro sguardo sull’opera di Henri Cartier-Bresson attraverso quello di cinque personalità diverse è la sfida del progetto espositivo “Le Grand Jeu” a Palazzo Grassi.

La mostra “Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu” sarà presentata alla Bibliothèque nationale de France, a Parigi, nella primavera 2021.

Biografia

Nato a Chanteloup nel 1908, Henri Cartier-Bresson sviluppa molto prest o una forte fascinazione per la pittura. Dopo aver passato un anno in Costa d’Avorio, nel 1932 scopre la macchina fotografica Leica e nel 1933 espone per la prima volta nella galleria Julien Levy a New York. Viaggia in Europa, in Messico e negli Stati Uniti e inizia a interessarsi al cinema. Collabora con il regista Jean Renoir nel 1936 e nel 1939 e, contestualmente, realizza tre documentari dedicati alla guerra in Spagna.

Fatto prigioniero nel 1940, nel 1943 riesce a scappare al terzo tentativo. Nel 1944 scatta per Editions Braun una serie di ritratti d’artista e nel 1945 gira Le Retour, un documentario sul rientro in patria di prigionieri di guerra e deportati. Il MoMA di New York gli dedica una mostra nel 1947. Lo stesso anno fonda l’agenzia Magnum Photos insieme a Robert Capa, David Seymour, George Rodger e William Vandivert. Nei tre anni successivi, intraprende un viaggio in Oriente.

Rientrato in Europa, pubblica il suo primo volume, Images à la Sauvette, nel 1952. Nel 1954 è il primo fotografo a essere autorizzato a entrare in Unione Sovietica dall’inizio della Guerra Fredda. Negli anni successivi effettua numerosi viaggi e decide nel 1974 di ridurre la sua attività di fotografo per concentrarsi sul disegno.

Nel 2000 insieme a sua moglie Martine Franck e loro figlia Mélanie decide di creare la Fondation HCB, destinata a conservare la sua opera.

Henri Cartier-Bresson scompare il 3 agosto 2004 à Montjustin.

Video

Catalogo

Il catalogo della mostra è pubblicato in co-edizione con Marsilio Editori, Venezia, e Bibliothèque natioanle de France.
Progetto grafico di Studio Sonnoli, Leonardo Sonnoli e Irene Bacchi.

Con testi di François Pinault, François Hébel, Agnès Sire, Aude Raimbault, Matthieu Humery, Sylvie Aubenas, Javier Cercas, Annie Leibovitz, Wim Wenders

La celebre Master Collection, formata dalle 385 fotografie che Henri Cartier-Bresson selezionò, tra il 1972 e il 1973, come le più importanti e significative della sua carriera, viene pubblicata integralmente in occasione della mostra a Palazzo Grassi.

304 pagine
1 edizione trilingue (italiano, inglese, francese)

Disponibile per l'acquisto online e a prezzo ridotto presso i bookshop di Palazzo Grassi e Punta della Dogana.

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