Youssef Nabil. Once Upon a Dream

Palazzo Grassi
11/07/2020 - 20/03/2021
Aperto tutti i giorni
tranne il martedì
Dalle ore 10 alle ore 19
Ultimo ingresso alle ore 18

Mostra

Insieme alla mostra dedicata a Henri Cartier-Bresson, a cui sarà riservato il primo piano espositivo, Palazzo Grassi presenta una mostra monografica dedicata all’artista Youssef Nabil (Il Cairo, 1972), dal titolo “Once Upon a Dream” e curata da Matthieu Humery e Jean-Jacques Aillagon.

Realizzate con la tecnica tradizionale egiziana largamente utilizzata per i ritratti fotografici di famiglia e per i manifesti dei film che popolavano le strade de Il Cairo, le fotografie successivamente dipinte a mano da Youssef Nabil restituiscono la suggestione di un Egitto leggendario tra simbolismo e astrazione.

La ricerca dei reperti identitari, le preoccupazioni ideologiche, sociali e politiche del XXI secolo, la malinconia di un passato lontano sono i soggetti che Nabil predilige nella sua ricerca artistica. L’esposizione intende invitare a un’immersione libera nella carriera dell’artista attraverso sezioni tematiche che riproducono i suoi primi lavori fino alle opere più recenti. Ad arricchire il percorso la produzione video di Nabil con i suoi tre video Arabian Happy Ending, I Saved My Belly Dancer e You Never Left.

Biografia

Youssef Nabil inizia la carriera di fotografo nel 1992 rappresentando scene in cui i soggetti diventano i protagonisti di melodrammi che rievocano i fotogrammi dell’età d’oro del cinema egiziano. Negli anni Novanta, lavorando come assistente di un fotografo in alcuni studi tra New York e Parigi, inizia a fotografare artisti e amici, realizzando ritratti formali ma anche scatti di soggetti immersi nel sonno e nei sogni, al limite della consapevolezza, trasfigurati rispetto alla realtà del giorno.

Di ritorno in Egitto nel 1999, sviluppa ulteriormente la tecnica della fotografia dipinta a mano, con ritratti di scrittori, cantanti e stelle del cinema del mondo arabo. In questi anni, e soprattutto dopo il ritorno a Parigi e a New York, comincia a realizzare autoritratti che riflettono una vita errante lontano dall’Egitto. La serie, che si è evoluta nel corso degli ultimi 15 anni, è caratterizzata da scene liminali in cui indugia tra realtà terrene e sogni sereni, solitudine e paura della morte.

Dipingere a mano stampe in gelatina d’argento è la tecnica distintiva di Nabil, che cancella le imperfezioni della realtà. Nabil sovverte i concetti prevalenti della fotografia a colori e della pittura, oltre alle supposizioni sulla sensibilità estetica associata all’arte e alla cultura pop. La tecnica della pittura a mano evoca un senso di forte desiderio e nostalgia che consente alle sue fotografie di spaziare tra il nostro tempo e un’altra era.

Nel 2010 l’artista presenta il suo primo video dal titolo You Never Left che vede protagonisti gli attori Fanny Ardant e Tahar Rahim: ambientato in un luogo allegorico, metafora dell’Egitto perduto, il cortometraggio delinea un parallelismo intimo e solenne tra esilio e morte. Con questo video, in cui rivisita con devozione e inventiva le caratteristiche dell’età d’oro del cinema egiziano, con le sue stelle e la pellicola in Technicolor, Nabil ritorna alle origini e all’ispirazione delle sue immagini fotografiche con cui condivide la stessa qualità personale e diaristica.
Nel 2015, Nabil produce il suo secondo video, I Saved My Belly Dancer, con protagonisti gli attori Salma Hayek e Tahar Rahim. La narrazione ruota attorno all’attrazione dell’artista per la tradizione delle danzatrici del ventre e la scomparsa di questa forma d’arte tipica del Medio Oriente. Il video di 12 minuti analizza anche le diverse percezioni delle donne nel mondo arabo e le tensioni tra la sessualizzazione amplificata del loro corpo e la continua repressione della donna nella società araba moderna.

Nato a Il Cairo nel 1972, Youssef Nabil vive e lavora attualmente a Parigi e New York.

Catalogo

Il catalogo della mostra è pubblicato in co-edizione con Marsilio Editori, Venezia.
Progetto grafico di Studio Sonnoli, Leonardo Sonnoli e Irene Bacchi.

Con testi di Jean-Jacques Aillagon, Matthieu Humery e Linda Komaroff e una conversazione tra l'artista Youssef Nabil e André Aciman, scrittore.

160 pagine
1 edizione trilingue (italiano, inglese, francese)

Disponibile per l'acquisto online e a prezzo ridotto presso i bookshop di Palazzo Grassi e Punta della Dogana.