Baroque, 2017

Il titolo di questo quadro rievoca il movimento artistico che, nato alla fine del Rinascimento, cercava di rappresentare passioni ed emozioni, in particolare religiose, in opposizione alla più tranquilla razionalità del periodo precedente. Si tratta di un’epoca che interessa molto Luc Tuymans, che ha ideato una mostra su questo tema (dal titolo Sanguine/Bloedrood), presentata nell’estate del 2018 al M HKA di Anversa, la sua città – centro del barocco fiammingo, grazie a Pieter Paul Rubens – poi alla Fondazione Prada di Milano. Oltre al lirismo e allo splendore del Barocco, all’artista interessa anche il fatto che sia stato il primo movimento che si possa definire globale, poiché ha riguardato tutte le arti e attraversato le frontiere europee. Luc Tuymans ha dipinto Baroque nel 2017, mentre stava preparando quella mostra. Ha realizzato il quadro partendo dalla foto di una scultura religiosa spagnola che ha scattato con il proprio smartphone. Colpisce il contrasto tra il Barocco evocato nel titolo e l’immagine rappresentata: nella scena sono assenti voli pindarici, mancano volute di colore, rappresentazioni del corpo, della passione, della morte… si vede solo il primo piano di un viso scolpito nel legno quattro secoli fa e, soprattutto, uno sguardo. Luc Tuymans si avvale di un linguaggio cinematografico – un primo piano bergmaniano – e dell’immagine dipinta di una foto digitale in bianco e neroseppia per rappresentare l’essenza del Barocco: il dolore, la profondità dell’anima che si leggono in quei grandi occhi scuri.