Brokaat, 2016

Il quadro è stato dipinto dalla foto di un particolare del mantello di san Donaziano, vescovo di Reims, che si vede alla destra della Vergine nella Madonna met Kanunnik Joris van der Paele [Madonna del canonico Joris van der Paele, 1436] del pittore fiammingo Jan van Eyck al Groeningemuseum di Bruges, in Belgio. Con il doppio passaggio alla macchina fotografica prima e alla pittura poi, il broccato assume colori molto diversi da quelli dipinti nella pala originale e si percepisce subito un effetto di immagine che riproduce se stessa. Lo spettatore non sa se vede il tessuto di un abito o di un elemento di arredo. Le stoffe riccamente lavorate dell’epoca, in particolare il broccato, erano riservate all’aristocrazia e all’alto clero. Al di fuori di queste due classi nessuno poteva indossarle sia per il costo, sia per il loro significato simbolico. Anche l’uso dei colori era rigorosamente codificato: per esempio non era possibile usare il rosso, che evoca il sangue e la morte, o il blu e il bianco, i colori della Vergine. Qui il broccato del mantello di san Donaziano è particolarmente ricco ed è intessuto di fili d’oro e d’argento. I borghesi dell’epoca non erano autorizzati a usare i colori del broccato dei ricchi e proprio per questo, in particolare in questa regione d’Europa (che oggi corrisponde al Belgio e ai Paesi Bassi), adottarono il nero per i propri abiti. Così facendo, la tela rammenta anche la segregazione sociale, compresa quella in atto al giorno d’oggi.