Hut, 1998

Alla base di Hut [Capanna] c’è un semplice modellino di carta bianca piegata, trasfigurato prima dalla fotografia e poi dalla vernice, per ottenere la visione crepuscolare di un’abitazione anonima e precaria, più simile a un hangar che a una casa. La lingua anglosassone distingue le nozioni di «casa» come edificio oppure oggetto (house) e in senso affettivo o psicologico (home). Qui la casa di carta, quasi sospesa nel vuoto dello spazio o nell’infinito del tempo, ben esprime una fragilità materiale e simbolica più che una calda e rassicurante stabilità, come fosse una barchetta alla deriva nel cuore dell’oscurità del mondo.