Still Life, 2002

Still Life fa parte dei quadri più monumentali di Luc Tuymans, mentre il soggetto è uno dei più intimi: una natura morta di frutta con una brocca d’acqua trasparente in secondo piano, il tutto trattato come un acquerello di Cézanne. La tela è stata presentata per la prima volta a Documenta 11 di Kassel (2002), dove numerose altre opere rispondevano, ciascuna a proprio modo, alla tragedia dell’11 settembre 2001. L’opera – molto attesa – di Luc Tuymans coglie volutamente il soggetto in contropiede dichiarando che l’arte non illustra la realtà, ma la mette in prospettiva, che non risponde a un fatto in quanto tale, ma lo riporta indietro allo spettatore in forma interrogativa, misteriosa o inquietante. In altre parole l’essenziale non è il soggetto affrontato, ma il modo in cui esso viene trattato. Ogni frutto poggia su una linea orizzontale appena percettibile, quasi fosse sospeso al centro del quadro, ma ingrandito a dismisura – a dimensioni della città americana? dell’impossibilità dei fatti? dell’enormità dell’atto terroristico? – e ciascuno afferma qui la propria presenza non nel registro di una rappresentazione realistica, ma sotto forma di una corporeità emergente a passi misurati dalle profondità del tempo, dello spazio, dell’aria, del vuoto, del respiro. Qui non si tratta di mostrare l’esplosione, gli edifici sventrati, i corpi proiettati nello spazio o i cadaveri sepolti tra le macerie, ma ciò che resta dopo la catastrofe, al di là del bene e del male, quando la nuvola di polvere si è depositata: la determinazione naturale, o umana, a continuare malgrado tutto, a riprendere a crescere o a ripensarsi, frutta e acqua, sostanza e colore, la densità della vita che rinasce. La traduzione letterale di Still Life non è forse «ancora vita»? Si potrebbe dunque considerare questo quadro una vanità all’inverso: non ci segnala che la vita è effimera e fragile ma, al contrario, che resiste e ha resilienza. In un certo senso si tratta del primo pasto condiviso di fronte alla delirante follia degli uomini.