The Rabbit, 1994

Dolce creatura campestre, il coniglio è presente in numerose culture come animale legato alla luna, alla fertilità e alla primavera. Quello del quadro sembra illuminato da una luce lunare ma dall’interno, e sembra si appresti a rosicchiare un quadrifoglio, altro simbolo di abbondanza e fortuna. La scena potrebbe svolgersi subito prima dell’alba o appena scesa la notte, nel momento in cui i conigli escono dalle tane, ma comunque alla luce della luna che immerge tutto il quadro in una sorta di aura magica. Questa caratteristica della luminosità, oltre a essere una prodezza tecnica dell’autore, è anche un riferimento a un soggetto che lo appassiona: l’irradiazione luminosa degli schermi di televisori, computer o smartphone. Quegli schermi ci illuminano, ma siamo per questo meno ciechi? Il coniglio, benché illuminato, non ha occhi. Si può sperare che il quadrifoglio lo proteggerà dai predatori, ma chi proteggerà noi dalle illusioni proiettate sui nostri schermi? Ne siamo diventati schiavi al punto che anche una creatura terrestre come un coniglio ci appare come un’immagine luminosa e disincarnata?